La Cappella di San Vittore in Ciel d’Oro si trova all’interno della basilica di Sant’Ambrogio a Milano e risale al IV secolo. Fu voluta dal vescovo Materno come luogo di culto dedicato al martire Vittore, punito dall’Imperatore Massimiliano per non aver rinunciato alla fede cristiana e le cui reliquie sono custodite sotto l’altare. La cappella è celebre per i mosaici paleocristiani, tra i più antichi e meglio conservati di Milano.
La volta del sacello è interamente in mosaico in tessere d’oro. Al centro il busto-ritratto di Vittore, circondato da una ghirlanda trionfale di spighe (estate) e frutti (autunno) intrecciati, simboli pagani del succedersi delle stagioni e quindi dell’eternità. Vittore è raffigurato all’interno, barbuto e vestito con la toga, mentre viene coronato come martire dalla mano di Dio, con in mano una croce d’oro incisa e nell’altra un libro aperto con scritto il suo nome, “VICTOR”. A fianco si erge un’altra croce dorata con un’epigrafe incisa. Ai quattro lati della cupola sono raffigurati, tra spire vegetali, i simboli dei quattro evangelisti: aquila, leone, toro e angelo. Sugli angoli delle pareti della cupola sono richiamati in piccoli tondi i ritratti dei quattro evangelisti, con la sigla del loro nome: Giovanni, Matteo, Luca e Marco. Sulle pareti sono raffigurati a figura intera i ritratti dei santi, Protasio, Gervasio, dei Vescovi Ambrogio e Materno e dei martiri Nabore e Felice, su uno sfondo naturalistico di tessere blu (cielo) e verdi (prato), sormontati dal nome in latino e intramezzati da decori vegetali tra le finestre: